
Da giovedì 9 aprile 2026 l’artista Giuseppe Stampone (Cluses, Francia, 1974) presenta per la prima volta, negli spazi di Prometeo Gallery, un nuovo ciclo di lavori, ciascuno dei quali intitolato Saracinesca.
L’artista disegna a penna Bic una saracinesca nell’atto di chiudersi sopra grandi capolavori della storia dell’arte, minuziosamente ridisegnati anch’essi a penna Bic: dalla Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca (1455–1460 circa) all’Annunciazione di Beato Angelico (1437–1446), dal Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck (1434) fino alla Velata di Antonello da Messina (1475 circa).
«È nella dialettica tra visibile e invisibile», afferma Ilaria Bernardi, «che si gioca il nucleo politico di questa nuova serie di lavori. Se la storia dell’arte occidentale ha costruito nei secoli un repertorio di immagini fondato su ideali di armonia, bellezza ideale, misura e trascendenza, la nostra contemporaneità è invece segnata da chiusura, paura e rimozione. La saracinesca è dunque metafora del nostro tempo», evocando le città svuotate e sospese dalle guerre, nonché i nuovi muri che attraversano il mondo.
Questi lavori si inseriscono coerentemente nella ricerca di Stampone che è da sempre orientata a una riflessione critica sui dispositivi di potere, sulle dinamiche educative e sui sistemi di produzione e trasmissione del sapere. L’uso della penna Bic e il ricorso alla copia disegnativa di immagini preesistenti, infatti, sono gesti politici: attraverso queste tecniche antiche e lente – dalla scrittura, alla velatura, fino al ricalco – Stampone si oppone alla velocità e alla smaterializzazione della memoria nell’era contemporanea.
La mostra negli spazi di Prometeo Gallery è un invito a darsi il tempo necessario per tornare a vedere ciò che sta al di là del “muro” cieco della contemporaneità.
Prometeo Gallery

