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Vicente Grondona e il romanticismo impressionista

Il Chiostro Arte & Archivi continua nella serie di confronti tra arte storica e contemporanea in una mostra che mette a confronto due protagonisti della corrente del Chiarismo, Angelo Del Bon e Francesco De Rocchi, con la pittura naturalistica dell’argentino Vicente Grondona.

Curated by Marina Affanni

Il Chiostro Arte & Archivi

Il Chiostro Arte&Archivi

Via Dalmazia 9, 21047, Saronno, VA, Italy
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17 March – 20 April 2026

Il Chiostro Arte & Archivi continua nella serie di confronti tra arte storica e contemporanea in una mostra che mette a confronto due protagonisti della corrente del Chiarismo, Angelo Del Bon e Francesco De Rocchi, con la pittura naturalistica dell’argentino Vicente Grondona. Si evidenziano la modernità dei linguaggi e la libertà di condurre una ricerca fuori dai canoni e dagli schemi imposti dalle tendenze dominanti del Novecento nel XX secolo.

Agli inizi degli anni Trenta, a Milano, un piccolo nucleo di artisti si dedica a una pittura chiara, impostata soprattutto sulla luce. I più vecchi di loro hanno poco più di trent'anni, e si raccolgono intorno al critico Edoardo Persico, giovane filosofo appena rientrato dopo l'esperienza a Parigi, poi divenuto figura di spicco del rinnovamento italiano delle arti, nonostante la sua precoce scomparsa. Gli artisti con i quali Persico condivide una visione diversa rispetto all'ufficialità del Novecento sono, oltre ad Angelo Del Bon e Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo.

Nelle loro opere un nuovo rapporto tra arte e sentimento, fra arte e vita, subentra nell'arte classicheggiante dominante all'epoca. Un senso inquieto della brevità del tempo sostituisce la ricerca di una dimensione di eternità; il linguaggio soggettivo dell'emozione, della fantasia, del colore, succede al disegno oggettivo. Anche la rappresentazione dell'uomo si modifica: le figure compatte, potenti del Novecento Italiano, cedono lo spazio a una famiglia di figurette maldestre, disorientate, animate da un sentimento di piccolezza.

Nasce così una pittura che comunica un senso di fragilità e di vulnerabilità di tutto ciò che esiste. Stupore commosso, contentezza ansiosa e intimidita, inadeguatezza di fronte allo spettacolo del reale sono i sentimenti che esprime. La luce di cui è intrisa non è una luce solare, ma una luce pallida, più da limbo che da paradiso terrestre. Definita inizialmente "romanticismo impressionista", questa pittura verrà chiamata da Leonardo Borgese nel 1935 e poi da Guido Piovene chiarismo. A quasi cento anni di distanza da queste intuizioni, pare attuale la condizione di una umanità spaventata dagli accadimenti più recenti, così come sorprendentemente moderne risultano le composizioni audaci, la libertà del segno, le dominanti chiare e talvolta acide della tavolozza di questi autori lontani per data di nascita, ma non per spirito e visione.

Ne è prova il confronto con le opere di Vicente Grondona uno dei più interessanti artisti argentini della sua generazione. Il suo tratto pittorico vibrante, il chiarore latteo che emerge dal fondo dei suoi dipinti e la presenza di figure evanescenti immerse nella natura, insieme allo sguardo colto sull'arte del XX secolo, lo pongono in una interessante affinità con il lavoro della storicizzata corrente chiarista.

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